Cortecce sognanti G.Z.

 

Cortecce sognanti (Ho incontrato una Krivapeta) di Giancarlo Zannier

Ho conosciuto Manuela Jurentig qualche tempo fa, aveva partecipato a un corso del Video anch’Io ed era pertanto una nostra socia. Il rapporto si è mantenuto nel tempo con semplice ma profonda simpatia. Sempre disponibile ci ha dato spesso una mano a far conoscere le nostre iniziative,pertanto è stato naturale accettare un suo invito e andare a visitare il suo magico mondo. Così il 6 maggio a Sorzento di S. Pietro sono entrato con la mia macchina fotografica per la prima volta nel Borgo di Trogarjove druzine. Un luogo magico , direi perfetta collocazione per rappresentare le Krivapete in attesa, per realizzare un sogno assieme a noi, per noi intendo: gli amanti dell’immagine, delle riprese video, della fotografia. Ho inseguito per anni queste mitiche figure, le ho catturate nei miei video: Striis, La Krivapeta. Creature nate dai boschi e dai sussurri dei boschi…

 

Così dice Manuela in una sua descrizione poetica: …

Dal bosco (tratta dal sito www.manucreazioni.com)

Quel giorno nel bosco c’era un profondo silenzio e un continuo sussurrare. Poi esseri misteriosi – divini? mitici? – mi hanno teso la mano e li ho seguiti… Sogno? Realtà? Continuo a camminare nei boschi. Ho imparato ad ascoltare la voce dell’acqua, dei muschi, dei sassi, dell’erba, delle foglie, degli alberi. GLI ALBERI. Non c’è nulla di più bello e straordinario degli alberi. Che profondamente aggrappati alla terra, con i loro rami cercano di abbracciare il cielo. Il bosco mi chiama, mi protegge, mi racconta, mi insegna. E ogni volta mi apre il suo grembo. Così ho imparato a cercare e a raccogliere la magia ancora nascosta negli alberi, nelle erbe, nei colori, per darla, poi, alle mie opere. Questo mio mondo mi fa dono di tutte le sue meraviglie: la corteccia leggera e ricamata per i miei angeli che volano più in alto del cielo; funghi rotondi per i vestitini delle mie ballerine; misteriose figure di Krivapete;….

 

Nel piccolo Borgo le Krivapete sostavano silenziose sugli usci, si nascondevano dietro i vetri delle finestre; non erano lì come esposizione di una fiaba, erano lì in attesa di un nostro risveglio per portarci nei boschi, per insegnarci il crepitio delle foglie calpestate dai loro piedi. Krivapete strane creature costrette a nascondersi, di seguito ricordo la poesia della

 

Krivapeta di Paola Lirusso

Nel silenzio della notte vivo in una tiepida caverna da cui abissi,

folate di vento diverse, mi fanno cullare,

nascosta tra alberi e rocce, invisibile all’occhio umano

Maledetta, selvaggia sono.

Vestita di bianco Il mio volto maschera di rana,

Collegamento terra-acqua

Che genera la vita,

Lunghi capelli Verdi come smeraldo.

Piedi girati all’indietro,

Marchio del demonio,

Ambiguità per confondere le idee Ai passanti…

Nata in una notte di luna piena ho lacerando con i piedi il ventre ospitale di mia madre il mio destino diventare Krivapeta: trasgressiva, eretica Benandante , strega, vago nei boschi raccolgo more, frutti di bosco, erbe magiche

Sola…

filo la lana che mai finirà, unendo in un unico filamento inizio e fine dell’umanità

Ho imparato l’arte della paura Spavento le genti

Nelle notti di temporale quando

Lampi illuminano i miei occhi di smeraldo infuocato, viso schiacciato di rana.

Brucio le loro case

Anniento famiglie

Di giorno giro nei campi

Spiegando agli uomini

La forza della natura

Mettendo in guardia sulle calamità …poi…

Nelle notti di luna nera succhio loro il sangue…

Di soppiatto entro nelle case

A rubare bambini rimasti soli Nell’ antro li nutro e li divoro.

Passo lasciando dietro di me Profumo d’ambra e muschio

Bevo acqua alla fonte della vita, per vivere a lungo

Donna infedele, eretica, non accetto il potere dell’uomo

Emarginata libera

Mostro il mio seno Mostro il mio corpo nudo, Mostro la mia diversità, Mostro la mia libertà.

Ho incontrato l’uomo e

Nell’unica notte d’amore

Ho messo il mio abito bianco per incontrarlo

L’ ho amato di amore profondo gli ho donato la mia libertà

Ha preso paura del comune pensare

Vestito com’era di santità

Mi ha detto “vattene via…”

Denunciando all’inquisizione I miei crimini le mie atrocità

Ora son sola su questo carro Trainato da buoi

Tra ali di folla Legata le mani, additata come strega, mi sputano In faccia la loro malvagità.

Sono entrata docile nel fuoco passaggio obbligato per l’aldilà

Non ho paura di morire vado ed attraverso le fiamme sento profumo di muschio e salici, fumo leggero che sale Assieme alla mia anima la vita mia continuerà…

 

L’artista al lavoro! “Immaginare e creare, saper vedere oltre l’apparenza, riconoscere il mondo nella natura più semplice e grezza e per questo più pura. È l’affascinante universo di un’artista che nel bosco trova ispirazione, riconosce forme e figure, le sue mani assemblano e compongono, il suo cuore è la sua guida. La fantasia ha “preso vita”: è nata un’opera.” (www.manucreazioni.com)

Le opere di Manuela sono fatte con materiali poveri: cortecce, foglie secche, stecchi, funghi…ma ricche di poesia e di fascino , non è possibile guardarle senza attraversare il bosco assieme a loro. Le loro forme strane a volte bizzarre ricordano gli gnomi della nostra infanzia. Sempre dal suo sito, ho tratto alcune informazioni dell’artista Manuela Jurentig: E’ un’autodidatta nata in Svizzera da emigranti di Mersino. Cresciuta a Loch di Pulfero, dove attualmente risiede, è una creatrice poliedrica, che predilige abbinamenti inusuali e realizzazioni composte da materiali poveri”. Dopo una lunga ricerca, Manuela propone personaggi in legno, corteccia, rami e rametti, in carta pesta modellata e dipinta, abbinati a funghi dalle forme bizzarre: natività, insomma, tutte naturali. Inizia il suo percorso artistico con la pittura. In seguito, attratta dal linguaggio degli alberi e dalla loro corteccia, dai muschi e dai funghi legnosi, inizia la sua ricerca ispirandosi alle figure che fanno parte della mitologia delle Valli del Natisone "Krivapete" e Častitjove Žene". Dal mondo magico del bosco trae ispirazione per tutte le sue creazioni.

Prosegue la sua descrizione: …. Quando in silenzio cammino fra gli alberi e guardo intorno con profondo rispetto, il bosco mi restituisce lo sguardo ogni volta in altra forma. Così nascono le mie opere e quando compongo il mio fine è risuscitare in forme diverse l’albero e gli altri doni del bosco. Queste sono le mie opere perché questa sono io con le radici profondamente attaccate alle nostre valli che mi hanno resa quella che sono. (Manuela Jurentig)

Intanto nella corte del piccolo Borgo alcuni ragazzi suonano la fisarmonica, non sono sazio di immagini riprendo i loro movimenti, le mani agili, un gatto nero , una sagoma sulle scale, i gerani che ingentiliscono i duri sassi delle case, le travi corrose delle ringhiere , le grate, i vetri rotti alle finestre, come se tutto si fosse fermato tutto ad un tratto in questi luoghi e, poi viene sera un brivido mi obbliga a ritornare , mi chiede di ricomporre il mosaico visivo, di strapparlo alle idee, di ricomporlo in una forma poetica e di offrirlo a voi che amate leggere e scoprire la vera magia. Un grazie a Manuela e alle sue bellissime opere.  (Paola Lirusso)

 

Fotografie Giancarlo Zannier

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