
VIDEOTECA
SCUOLA E DIDATTICA :
CHICCO DI RISO (1999) durata 55’
L’audiovisivo è la storia a soggetto sui giochi friulani di un tempo; unisce in simbiosi sia l’aspetto storico documentale(origine e caratteristiche dei giochi friulani) che l’aspetto magico e fantastico rappresentato dagli ambienti e costumi.
La sua realizzazione è il felice risultato d’una significativa collaborazione tra scuola e territorio in quanto ha coinvolto insegnanti, bambini e genitori del Comune di Pozzuolo del Friuli.
IL MISTERI DAL POC (2003) durata 12'
In un paese del Friuli (Pozzuolo Del Friuli) scompaiono senza lasciare traccia alcuni bambini della scuola media. Tutta la popolazione è allarmata.Un’insegnante della scuola consultando dei libri sulle streghe intuisce che il tutto sia opera delle Agane (streghe dei boschi). Convinta di ciò si reca nel bosco per salvarli, ma il flusso malefico delle Agane le impedisce ogni movimento, a questo punto si dispera e chiede aiuto.La sua richiesta viene ascoltata dalla Fata “Ermiona”, la Fata buona, che con una magia libera i ragazzi.
ROM – SINTI :
GLI ZINGARI E L'ARTE(1992) durata 13'
Il video, attraverso un’armoniosa esposizione visiva, documenta le forme prevalenti dell’espressione artistica usata dagli zingari ed il modo in cui la loro cultura è stata rappresentata nella pittura e nella musica da famosi artisti.
EMIGRAZIONE
LA VALIS DAI INSIUMS(2004) durata 40'
Dopo il terremoto del ‘76 in un piccolo paese del Friuli vivono Luigi ed Anna; scampati alla catastrofe conducono con enorme fatica la loro vita con i magri proventi di un piccolo negozietto. Un giorno arriva in paese il fratello di Luigi, Paolo che..modificherà completamente il loro modo di vivere. Il video, attraverso le vicissitudini d’una coppia scampata al terremoto del 1976, vuole evidenziare come il Friuli, terra di gente forte e tenace, ha saputo in poco tempo rigenerarsi e migliorare la propria situazione socioeconomica dopo un evento terribile come il terremoto.
E’ probabilmente da questo grave evento che il fenomeno dell’emigrazione come fuga dalla miseria si blocca e la popolazione inizia a pensare veramente di poter rimanere e da qui ricostruire e fondare le proprie radici.
FIABE E LEGGENDE FRIULANE:
Le fiabe, le leggende e i proverbi, racchiudono la cultura e la tradizione di un popolo; sono la fusione del rapporto tra uomini e natura, tra uomini e società, tra uomini e magia.
I tempi , i modi e le circostanze del narrare sono legati agli usi e ai costumi di vita di ogni comunità, nell’antichità, per esempio, le storie si raccontavano soltanto d’inverno e soltanto di notte. In Friuli, tradizione vuole, si narrassero “sot la nape” (sotto la cappa del camino) oppure nelle stalle, durante le veglie invernali al calore degli animali ospitati. Le fiabe inoltre scandivano anche i ritmi agricoli: venivano narrate in estate dopo la mietitura, in autunno durante la pigiatura delle uve e quando venivano scartocciate le pannocchie di granoturco, ossia sempre in occasioni di incontri tra generazioni diverse.
Il patrimonio favolistico friulano spazia dalle fiabe su animali: nelle zone del Canal del Ferro e nella comunità Resiana, alle fiabe di magia e di esseri “mitici” come: Agane, Orchi, Fate, Krivapete, Benandanti , nella zona carnica e colli orientali.
Altro genere significativo della favola friulana è quello di carattere religioso: spesso i valori dell’etica cristiana, i buoni principi della morale, l’inevitabilità del destino e la volontà di reagire fanno emergere una visione tutta particolare, che caratterizza la cultura del popolo friulano.
IL COPARI DE MUART (1989) durata 23'
Trasposizione di una delle più suggestive fiabe friulane, già raccolta e narrata nel 1954 da Dolfo Zorzut.
Dal racconto traspare la personalità e la psicologia del popolo friulano:la religiosità, il concetto di giustizia, ma anche la furbizia e la volontà di reagire. Questo video ha ricevuto una menzione al Festival di Bellaria e numerosi premi.
IL TIMP DAL VENC (1991) durata22'
Un suonatore cieco racconta la storia di una antica comunità friulana che si dedica alla lavorazione del vimini.
In questo paese gli anziani, quando non possono più servire alla comunità, vengono portati su un lago e pian piano abbandonati nell’acqua a morire. Il racconto prende spunto da varie fiabe e leggende che raccontano di anziani che una volta diventati di peso alla famiglia venivano portati a morire.
NATO CON LA CAMICIA (1994) durata 20’
Il video si propone di evocare le vicissitudini del benandante udinese Pietro Torreano, campanaro del duomo di Udine.
La vicenda(processuale) viene evidenziata attraverso una suggestiva scenografia moderna che, in completo “contrasto figurativo” col periodo storico trattato (sec. XVI e XVII ), ne amplifica il fascino e la misteriosità.
BENANDANZ (1995 ) durata 60’
Attraverso la ricostruzione di alcuni momenti processuali, realmente accaduti a cavallo tra il XVI e il XVII sec., il video, attraverso la fiction, ci trasporta nel mondo magico e misterioso dei Benandanti: così si chiamavano in Friuli tra la fine del ‘500 e la metà del ‘600 i portatori di un culto della fertilità che si presentarono in un primo tempo come difensori dei raccolti contro streghe e stregoni. Poi, in meno di un secolo, sotto l’impulso di sollecitazioni popolari ed inquisitoriali, eccoli assumere i tratti negativi degli odiati antagonisti e i loro convegni notturni, miranti a procurare fertilità, si trasformano in diabolici Sabba.
MENI FARI 40°… BUINE !!! (2001) durata 48’
E’ un racconto di magia, perché è con un espediente magico (i due doni) che Meni Fari riesce a giocare d’astuzia con la Morte, riuscendo anche a beffarla. E’ religioso perché “gioca” con l’aldilà e con i suoi santi ( S. Pietro) portandolo ad assomigliare in tutto e per tutto ad un povero contadino friulano, affezionato al suo padrone, rispettoso delle sue volontà, ma anche disposto alla trasgressione e alla leggera disobbedienza. E’ con l’ironia poi, che viene condito il tutto per risolvere ogni problema.
STRIIS (2006) durata 30'
Il video, realizzato dai registi Giancarlo Zannier e Galdino Zuliani, è il percorso di una ricercatrice sulle tradizioni popolari, nel magico mondo dei Miti, Fiabe e Leggende del Friuli orientale. Nel suo viaggio/studio incontra due affascinanti figure: le Agane e le Krivapete. L’opera, attraverso un unico filo conduttore, si svolge in tre distinti momenti:
L’incontro con uno studioso antropologo, che spiega alla ricercatrice le ragioni storiche e umane che hanno portato alla nascita di queste figure.
All’ incontro fa seguito una ricerca, da parte della studiosa, direttamente sui luoghi (Friuli orientale), con l’ascolto diretto dei residenti che narrano fatti e racconti popolari sull’argomento.
Il percorso si conclude con la conoscenza della Krivapeta attraverso la visione di avvincenti ambienti scenografici (boschi, grotte, cascate d’acqua) e suggestive atmosfere di luci, musica, suoni e rumori. All’interno di questi ambienti, la protagonista, interpreta, con magiche e affascinanti esibizioni danzanti, la poesia di Paola Lirusso: Krivapeta.
Territorio e società:
Meeting degli Azzano 2007
Abbiamo abituato l’occhio a percepire non il superfluo, ma l’essenza di un immagine. 7 telecamere hanno documentato i momenti più significativi di questo incontro nazionale. Sparpagliati tra i luoghi più rappresentativi della Festa abbiamo colto momenti e sensazioni…parole e musica…l’impegno di tutti è stato grande: chi riprendeva la programmazione, chi i preparativi, chi l’allestimento. Poi tutti, al momento finale, in mezzo alla gente che lavorava, in mezzo alla gente che osservava divertita, in mezzo ai sindaci, nella chiesa, nella piazza, al palasport…
Lo Spazio dell'Aria
Il video “Lo spazio dell’aria” è stato realizzato in collaborazione con la Scuola di Danza Salammbò di Udine che ha curato le coreografie . Lo Spazio dell'Aria nasce da un'idea - contenuto che tratta l'aria come uno spazio non - vuoto, un contenitore per includere diversi spazi o arie emotive della vita di ogni persona.
Il tema è il tema universale “Acqua-Fuoco-Terra-Aria: i quattro elementi originari della nascita dell’Universo. Noi come Laboratorio Audiovisivi Friulano abbiamo curato la regia, le riprese video e il montaggio.
La visione è una visione quasi metafisica che conduce ,attraverso una progressione di alterazioni dell’armonia ambientale, alla “distruzione”. La danza e le musiche mettono in evidenza questo graduale disfacimento, quasi un lamento di morte attraversa le immagini che conducono alla catastrofe. La danza evidenzia l’insensibilità umana, il cinismo e il comportamento beffardo e irresponsabile dell’uomo. Si giunge al dramma consumato, al conflitto tra gli elementi attraverso le sue peggiori manifestazioni: inquinamento, alluvioni, esplosioni atomiche, vulcaniche, violenze e aggressioni sulla natura. Si procede con il trionfo del disastro. Il video nel finale, vede, le figure danzanti muoversi sinuose nel grembo materno dell’Universo. La creazione/fecondazione si manifesta nella sua forma di maggiore serenità, mentre si ripropone la vita
Natisone 2008 - 37’
Regia : Giancarlo Zannier
- Video che documenta la simulazione di salvataggio di 8 persone coinvolte in un infortunio sul fiume Natisone con l’intervento della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana . Il video ci mostra uno spaccato vero di dolore, ci offre l’impegno sofferto di tutti i partecipanti; un’opera filmicamente molto incisiva, che va ben oltre il documentario, perché le immagini mostrano un fiume di straordinaria bellezza, che coinvolge e ci trasporta tra le sue acque fin dove il dramma, in quel momento simulato, ma tante volte vero e nella memoria di tutti, ha coinvolto tante persone. Il fiume nasconde un segreto e sta nello scorrere delle sue acque, nell’erosione dell’alveo che scava forre profonde, sta nell’impossibilità di risalire per chi si trovasse lì. Questo è stato il teatro della simulazione.
Tracce visive
Il video utilizza alcune significative fotografie d’un tempo, riguardanti gli abitanti della comunità di San Leonardo. Sono foto di vita vissuta, e il loro filo conduttore sono le mani.
- L’infanzia: bambini in gruppo o soli, affaccendati e rispecchiati nel loro compito di piccoli uomini, piccole donne. Piccole mani che esplorano, toccano, mostrano…. Colpiscono i volti già così maturi, così sofferti, quasi presagissero il dolore, le guerre, dell’abbandono di quei luoghi. Mani che dovevano presto diventare abili nei lavori di casa e in campagna perché anche i piccoli dovevano rendersi utili…….
- La cerimonia: in posa, mani che accompagnano la vita di ognuno, momenti ricercati, voluti a ricordo di un momento particolare, la Comunione….. da soli, con i genitori i bambini testimoni e testimonianza di un momento particolare della vita, davanti al fotografo, i sorrisi, i piedi sui cuscini, gli sguardi. Poi il passaggio all’età adulta, i coscritti… Da qui in poi gli uomini sono considerati adulti.
- Il tempo libero: immagini a fermare attimi di riposo o di conviviale amicizia, tra chiacchiere e sorrisi davanti ad un bicchiere di vino.
- Il tempo della partenza: appoggiati a crespoli in posa con la divisa militare, le mani inguantate, l’orgoglio sottilmente segnato dalla nostalgia, dall’abbandono della famiglia… il gruppo di soldati, i piedi e le armi…
- Il matrimonio: il sogno d’amore si realizza.
- Il lavoro: … e poi si deve partire lontano, abbandonare i luoghi per un lavoro, la valigia, la fatica, le mani……
scheda filmica:
materiale fotografico:
circolo Culturale “Val Cosizza”
di Cosizza di San Leonardo
montaggio/elaborazioni videofotografiche Giancarlo Zannier
testo: Paola Lirusso
musiche: Ivan Maroello
durata: 15’
Il velo della rivalità
Luoghi aspri e vegetazione selvaggia a difesa di un territorio di confine, bagnato dalle acque del fiume Natisone. Una fiaba si snoda tra le valli per narrare le brusche e fantastiche metamorfosi di queste terre.
Giancarlo Zannier assemblando filmicamente lo splendido materiale video- fotografico realizzato da Dario M. Simaz inventa una favola per spiegare i lunghi periodi di siccità che periodicamente prosciugano il fiume delle nostre valli. Inoltre testimonia la ruvida ma generosa presenza di popoli di culture diverse (sloveni e friulani) che in questo angolo del mondo si sono incontrati. Incontro di varie solitudini ma anche di profonde amicizie.
scheda filmica:
regia: Dario M. Simaz / Giancarlo Zannier
soggetto: Paola Lirusso / Giancarlo Zannier
sceneggiatura: Giancarlo Zannier
fotografia: Dario M. Simaz
montaggio: Giancarlo Zannier
musiche: autori vari
voce narrante: Giuseppe Raffaelli
produzione: Dario M. Simaz / Giancarlo Zannier
anno: 2009 --- durata: 12’
Il Ponte di Crostù, un luogo per attraversare una generazione quella che ha visto la famiglia intera impegnata in una sala cinematografica. Possiamo dire che il protagonista è: Un vecchio proiettore cinematografico.
In una stanza ritroviamo foto ritratti di famiglia, un grande lampadario a gocce a ricordo di uno sfarzo quasi dimenticato, ma che rivive nel gioco di luci, un vecchio proiettore che si ridesta fin nell’anima nel più bel gioco che ci sia: il cinema…
Lampi di luce, un ronzio sommesso e il proiettore inizia la sua storia attraverso un percorso narrato da Ernesta e Irma Scaunich. La pellicola scorre e i ricordi di Ernesta ci portano alla sua famiglia: a suo padre Angelo, alla sorella Irma ma soprattutto alla gestione avventurosa della sala cinematografica gestita dai suoi. Un cinema a gestione familiare, dove suo padre proiettava le pellicole e la sorella Irma accompagnava le proiezioni delle pellicole(mute), suonando il pianoforte, dando così “completezza” alle immagini.
Dalla narrazione di Ernesta si evidenzia il grande amore per un padre così attento e sensibile alle innovazioni, alla musica e al suo coinvolgimento familiare. Si evidenzia anche un periodo estremamente avvincente per le due ragazze: gli amori, le piccole gelosie........
Lo scorrere dei ricordi attraverso la pellicola si conclude con la visione di Irma al pianoforte che suona e, come ai tempi in cui da giovane “animava musicalmente” quelle vecchie pellicole, ora presta “suoni e ritmo” alle immagini del suo passato perchè restino testimonianza nel futuro .
Il video si conclude con la musica del figlio di Irma Paolo che, questo video ha fortemente voluto, quasi a sottolineare un periodo che purtroppo tutti hanno scordato, le sue dolci note risaltano la profonda nostalgia fino a spegnere quel proiettore e con lui la sua magia.
scheda filmica:
regia: Giancarlo Zannier
soggetto / Sceneggiatura: Giancarlo Zannier
fotografia: Giancarlo Zannier
riprese video: Maurizio Cudiz/Giancarlo Zannier
assistente alle riprese: Igor Buiatti
montaggio / elaborazioni video: Giancarlo Zannier
musiche: Paolo Peressutti, Arbe Garbe, Ivan Maroello
attrice narrante: Ernesta Scaunich
produzione: Giancarlo Zannier ( anno: 2010 -- durata: 29’ )
